Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars- CoV2 e riammissione in comunità scolastica

Aggiornamento al 16 settembre 2020

Nella gestione di casi sospetti l’istituzione scolastica si attiene a quanto prescritto nelle Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-Cov-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia – Versione 21 agosto 2020 Rapporto ISS COVID – 19 N.58/2020, al quale si rimanda per la trattazione completa dell’argomento.

 

Si sottolinea che la Regione Lombardia alla pagina web:

https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/salute-e-prevenzione/coronavirus/gestione-casi-covid-19

fornisce le indicazioni operative attualmente in vigore e che potranno essere aggiornate in base all’evoluzione del quadro epidemiologico e delle conoscenze scientifiche.

 

Cosa fa la scuola?

 

Rispetto a quanto di competenza della Istituzione Scolastica, risultano confermate le modalità di gestione dei casi sospetti presentate nel Documento di Pianificazione:

All’interno di ciascun edificio scolastico è stato identificato un apposito locale e una idonea procedura per l’accoglienza e isolamento di eventuali soggetti (studenti o altro personale scolastico) che dovessero manifestare febbre o altra sintomatologia riferibile ad una infezione Covid-19[1].

La procedura adottata rispecchia quanto previsto dal Rapporto ISS 58/2020.

Nel caso in cui un alunno presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o un sintomo compatibile con COVID-19, in ambito scolastico l’operatore scolastico che viene a conoscenza di un alunno sintomatico deve avvisare il referente di plesso o il referente scolastico per COVID-19. Quest’ultimo o altro componente del personale scolastico deve telefonare immediatamente ai genitori o al tutore legale. L’alunno deve essere ospitato nel locale di isolamento sopra definito. Si procede all’eventuale rilevazione della temperatura corporea, mediante l’uso di termometri che non prevedono il contatto. Il minore non deve essere lasciato da solo ma in compagnia di un adulto che dovrà mantenere, ove possibile, il distanziamento fisico di almeno un metro e la mascherina chirurgica fino a quando l’alunno non sarà affidato a un genitore/tutore legale. Dovrà essere dotato di mascherina chirurgica chiunque entri in contatto con il caso sospetto, compresi i genitori o i tutori legali che si recano in Istituto per condurlo presso la propria abitazione. Le superfici del locale di isolamento dopo che l’alunno sintomatico è tornato a casa verranno pulite e disinfettate. I genitori devono contattare il PLS/MMG per la valutazione clinica (triage telefonico) del caso.

Nel caso in cui un operatore scolastico presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o un sintomo compatibile con COVID-19, in ambito scolastico ci si assicurerà che l’operatore scolastico indossi, come già previsto, una mascherina chirurgica; lo si inviterà ad allontanarsi dalla struttura, rientrando al proprio domicilio e contattando il proprio MMG per la valutazione clinica necessaria. Il Medico curante valuterà l’eventuale prescrizione del test diagnostico.

Di seguito viene riprodotto un diagramma che illustra graficamente le procedure di gestione di un caso di positività a scuola:

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Cosa fanno i genitori?

 

  • I genitori di alunni che presentano sintomi sospetti a scuola o a casa accompagnano subito il figlio al punto tampone con modulo di autocertificazione (vedi Modulo+ 2 allegato e presente sul sito nella sezione modulistica) e comunque prendono contatti con il proprio Pediatra di Libera scelta (PLS). Se i sintomi si presentano al proprio domicilio, il genitore del bambino contatta nel più breve tempo possibile il proprio pediatra di Libera Scelta.

Cosa fanno gli insegnanti?

  • Se un soggetto appartenente al personale scolastico afferente ai servizi educativi dell’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado presenta sintomi suggestivi per il Covid-19, dovrà contattare nel più breve tempo possibile il proprio Medico di Medicina Generale (MMG), e, in caso di indicazione di sottoporsi a tampone, dovrà recarsi al punto tampone con modulo di autocertificazione (vedi Modulo 1 allegato e presente nella sezione modulistica)

 

Rispetto al rientro di alunni nella comunità scolastica, si segnala invece che:

  • a seguito di caso COVID certificato, appurata la negatività del tampone, il pediatra deve rilasciare l’attestazione di riammissione sicura in collettività.
  • Nel caso in cui l’alunno non venga sottoposto a tampone in quanto la sua sintomatologia non è riconducibile a CoviD-19 il medico curante o il pediatra indicherà alla famiglia le misure di cura e, in base all’evoluzione del quadro clinico, valuterà i tempi per il rientro al servizio educativo/scuola. Non è richiesta alcuna certificazione/attestazione per il rientro, ma, nel rispetto e fiducia reciproci, come esplicitato nell’integrazione al patto di corresponsabilità educativa, sarà sufficiente la giustificazione dell’assenza con dichiarazione da parte del genitore dei motivi dell’assenza.

 

Per quanto riguarda la gestione dei contatti stretti si precisa che:

  • L’isolamento domiciliare fiduciario dei contatti stretti può essere disposto unicamente a seguito di segnalazione di caso accertato CoviD-19.
  • Sono considerati contatti stretti di caso gli studenti dell’intera classe (presenti nelle 48 ore precedenti), come previsto dal Rapporto ISS allegato al DPCM del 7 settembre 2020. Spettano comunque al Dipartimento di Igiene e Prevenzione sanitaria (DIPS) delle ATS le valutazioni per la disposizione di isolamento domiciliare fiduciario di tutti i soggetti ritenuti contatti stretti.
  • Il personale scolastico che abbia osservato le norme di distanziamento interpersonale, igienizzazione frequente delle mani e l’utilizzo della mascherina chirurgica non è da considerarsi contatto di caso a meno di differenti valutazioni in relazione ad effettive durata e tipologia dell’esposizione.

 

Sarà mia cura farvi avere tempestivamente ulteriori informazioni.

Cordiali saluti

 

Il Dirigente Scolastico

Dott.ssa Stefania Giacalone

[1] tosse, cefalea, sintomi gastrointestinali (nausea/vomito, diarrea), faringodinia, dispnea, mialgie, rinorrea/congestione nasale; sintomi più comuni nella popolazione generale: febbre, brividi, tosse, difficoltà respiratorie, perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia)